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Orario Sante Messe

Da lunedì 18 Maggio

Tutti i giorni della settimana:
ore 18.30

Domenica:
ore 8.30 - 10.30 - 18.30

 

 

15a Domenica del Tempo Ordinario, Anno A: 12 Luglio 2020

“Il seminatore uscì a seminare …”

Letture: Dal Profeta Isaia 55,10-11; Salmo 64; Lettera ai Romani 8,18-23; S. Matteo 13,1-23

Oggi cominciamo la lettura del capitolo 13° del Vangelo di Matteo nel quale sono raccolte sette parabole di Gesù. Egli è il Maestro che riunisce la sua comunità e la educa con la sua parola. Le parabole di Gesù sono immagini forti, tratte dall’esperienza quotidiana dei suoi uditori, che  intendono far riflettere per prendere una decisione nei suoi confronti.

     Perché Gesù parla in parabole ? E’ la domanda che gli stessi apostoli gli pongono. Egli sta annunciando che il Regno di Dio è vicino e un gruppo di discepoli si è formato attorno a Lui. Essi, però, si chiedono con inquietudine: Dov'è il Regno, cioè l'intervento decisivo di Dio che cambia tutto? E' davvero efficace la parola di Gesù ? Molti, infatti, soprattutto i responsabili del popolo, non si sono convertiti davanti all'annuncio del Vangelo, anzi lo contrastano. Tanti, che si erano avvicinati a Gesù, si sono ritirati. Anche quelli che aderiscono a Lui sono poi veramente "cambiati"?

Un sottile scetticismo si fa strada tra la folla e in particolare nel cuore dei discepoli, come anche in noi: vale ancora la pena seguire Gesù ?

    La prima parabola è quella del seminatore o del seme. Il seminatore è Gesù, il seme è la Parola di Dio. Con questa immagine Gesù si presenta come uno che non si impone, ma si propone. Egli butta il seme con generosità, si dona da se stesso, non ci attira per conquistarci ma chiede, però, la nostra libera adesione. La sua Parola è un seme che può portare frutto. E come può portare frutto ? Se noi lo accogliamo. Perciò la parabola riguarda soprattutto noi: parla infatti del terreno più che del seminatore. La Parola di Dio diventa come una “radiografia spirituale": com’è il terreno del nostro cuore sul quale cade il seme della Parola ?
     Il nostro cuore, come un terreno, può essere buono e allora la Parola porta frutto ma può essere anche duro, impermeabile. Ogni cuore è una zolla di terra buona, adatta a dare vita ai semi di Dio. Ma quante volte possiamo frenare o impedire il miracolo che della Parola può operare in noi. Gesù descrive con immagini i nostri atteggiamenti davanti a Lui. Io che sono strada, via calpestata, campo di pietre e sassi, io che coltivo spine nel cuore... Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono …

    Il primo errore è essere come strada: cioè uno che non si ferma mai. La Parola di Dio chiede un tempo di sosta e di attenzione vera: chi corre sempre è derubato di senso, della fame di infinito che ci restituisce dignità.

Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra... Il secondo errore è il cuore poco profondo, un cuore che non conserva, non custodisce, non medita. Così fa il cristiano che si accontenta di sensazioni e non approfondisce.

Un'altra parte cadde sui rovi e i rovi crebbero e la soffocarono. Il terzo errore è l'ansia delle ricchezze e del benessere; e poi la spina del quotidiano, dovuta alla fatica di conciliare lavoro e famiglia, di resistere allo sconforto, alla solitudine, all'insicurezza per il domani... Spina che soffoca la fiducia e fa pensare che nella quotidianità non ci sia spazio per far germogliare un seme divino, un sogno grande.

    Ma il centro della parabola non è negli errori dell'uomo, il protagonista è sempre Dio, generoso e magnanime, che non priva nessuno dei suoi doni. Nasce, allora, la gioia e la fiducia malgrado la nostra aridità, delusione o stanchezza: Dio continua a seminare senza sosta. Contro tutti i rovi e le spine, contro tutti i sassi e le strade, vede una terra capace di accogliere e fiorire, dove il piccolo germoglio alla fine vincerà.

    Così il Regno di Dio - cioè la presenza di Dio Amore che si dona attraverso Gesù - si manifesterà pienamente e già si sta facendo realmente strada, nonostante gli ostacoli e i fallimenti che Gesù incontra, nonostante lo scacco supremo - la sua passione e morte - che Egli vede profilarsi.
Gesù, invece, vede già la fioritura e la maturazione del seme, l'abbondanza del raccolto. Questa fiducia sconfinata nella potenza di Dio e nella forza della Parola, come ci dice la prima Lettura di oggi, Egli vuole comunicarla ai discepoli. Vuole infondere speranza nei cristiani tentati di cedere allo scoraggiamento e alla rassegnazione davanti agli insuccessi della missione.

Preghiamo :
Signore, noi ci accorgiamo ogni giorno di avere una fede povera,
di essere sordi alla tua parola e di avere paura
di accogliere  le promesse e le sfide che essa contiene.
Aiutaci a vincere questa paura che ci paralizza e ad affidarci
con gioia alla tua parola con la sua forza creatrice,
perché tutti possiamo partecipare alla gioia e alle speranze
del tuo regno in mezzo a noi. Amen !

 

AVVISI DELLA SETTIMANA : dal 12 al 19 Luglio 2020

Orario delle S. Messe: in settimana alle 8,30 e 18,30; prefestiva: sabato ore 18,30 e la domenica e giorni festivi: ore 8,30, 10,30 e 18,30.
Ringraziamo i volontari che ci aiutano, con delicatezza e pazienza, ad osservare le norme per il distanziamento e per l’uso della mascherina sia qui in Chiesa che fuori tutti i giorni.

Non è consentito passare con i cestini per raccogliere la Questua, ma siamo invitati a dare un’offerta per le spese correnti della Chiesa nei cestini posti all’ingresso.

La Ditta VOTIVO ha messo a nostra disposizione, in prova per 15 giorni, due porta-lumini elettrici che sostituiranno quelli a cera, considerati inquinanti. Accendere un lumino è un gesto che vuole esprimere concretamente la nostra preghiera al Signore chiedendo  l’intercessione dei Santi che veneriamo nella nostra Chiesa. La nostra offerta è un contributo alle necessità della Parrocchia e un aiuto concreto ai più bisognosi. Sono vietati i lumini di cera e di plastica.